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Rovito, si è dimessa la segretaria del circolo Pd Rosita Di Napoli

La giovane segretaria del circolo del Pd di Rovito, Rosita Dinapoli, si è dimessa. La clamorosa decisione è giunta a seguito della scelta del sindaco del piccolo Comune alle porte di Cosenza, Felice D’Alessandro, di sciogliere il gruppo consiliare del Pd attraverso una decisione assurda e unilaterale, mai concordata con la segreteria e con gli organismi dirigenti del circolo e comunicata ufficialmente nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale di Rovito. 
“E’ stata -dichiara Dinapoli- la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Una decisione che ha mortificato la sottoscritta e il partito e che è giunta al termine di un percorso che ha visto negli ultimi due anni il nostro circolo protagonista di iniziative politiche unanimemente apprezzate sia sul piano politico regionale e provinciale, sia sul piano della crescita e dello sviluppo dell’intera comunità rovitese, attraverso una serie di proposte riguardanti la trasparenza, la legalità e il coinvolgimento attivo dei cittadini nelle scelte e nell’azione amministrativa comunale.  Evidentemente il “nuovo corso” tracciato dalla sottoscritta e pienamente sostenuto dal direttivo e dall’assemblea degli iscritti con decisioni unanimi  e fortemente condivise, non è piaciuto a chi, in nome di una presunta quanto improbabile ingerenza del partito nelle scelte e nelle decisioni dell’amministrazione comunale, mal sopportava una decisa inversione di rotta rispetto a pratiche consolidate del passato. Non a caso la decisione del sindaco di sciogliere il gruppo consiliare del Pd, dopo averne pienamente condiviso e ratificato la costituzione all’unanimità, è stata assunta dopo che la giunta comunale aveva deciso nelle settimane precedenti, senza fornire alcuna motivazione politica, di non recepire un documento presentato dal capogruppo del Pd contenente una serie di proposte per l’aggiornamento del Piano Triennale anticorruzione e per la trasparenza. Un fatto insolito e totalmente incomprensibile, soprattutto se si pensa che l’esecutivo comunale è composto da un sindaco e da assessori tutti iscritti al Pd”. 
“Non so -prosegue la segretaria del Circolo del Pd di Rovito- se ingerenza nelle scelte dell’Amministrazione comunale sia significato aver criticato l’approvazione di una delibera di giunta con cui si nominava una commissione di studio sulla fusione con i Comuni di Lappano, Castiglione e San Pietro in Guarano senza il preventivo coinvolgimento dei cittadini e senza che il partito fosse stato mai minimamente messo nelle condizioni di aprire una discussione al proprio interno. Non capisco se avere chiesto, insieme al direttivo, una serie di iniziative di ascolto e di confronto con i cittadini da avviare su tutto il territorio e nelle contrade comunali, di incontrare i giovani per spingerli all’impegno e per affrontare, insieme a loro, i piccoli e i grandi problemi che li affliggono; se aver sollecitato la mai avvenuta regolamentazione delle cosiddette “dieci giornate”, l’abbandono e la gestione degli impianti sportivi comunali quasi sempre affidata senza gare e procedure trasparenti a privati e associazioni; se aver criticato il ricorso continuo agli affidamenti diretti, la completa assenza di un programma comunale di iniziative culturali, l’abbandono in cui sono stati lasciati alcuni quartieri ridotti ormai solo ad anonimi dormitori, privi di alcun punto di ritrovo e di aggregazione per i giovani, per le famiglie e per gli anziani, l’assoluta mancanza di cura del verde, le strade sporche e dissestate, piene di buche e assolutamente prive di manutenzione e pulizia, le numerose discariche a cielo aperto sparse su tutto il territorio comunale, e via dicendo, sia stata una ingerenza o meno. 
Una cosa ho capito: che a Rovito è vietato disturbare il manovratore. Ne ho preso atto, seppur a malincuore e nonostante i reiterati, unanimi ed accorati appelli a ritirare le dimissioni rivoltimi nel corso dell’ultima assemblea di circolo, perché non avevo e non ho alcuna intenzione di assumere la paternità di atteggiamenti e decisioni non condivise e su cui, se ci sarà il tempo, ritornerò nelle prossime settimane”. 
“Ne ho preso atto -conclude la segretaria a dimissionaria del Pd di Rovito- nonostante le difficoltà che vive il partito a livello nazionale e locale perché credo, innanzitutto, di non essere insostituibile e, in secondo luogo, che la responsabilità non consista nel nascondere la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi, ma nell’affrontare con coraggio i problemi e risolverli. Ho deciso di dimettermi anche per dare uno scossone ad un partito che, ormai, non discute più, non ha regole, non ha punti di riferimento e spirito di appartenenza ed in cui ciò che più conta spesso è la soddisfazione delle proprie ambizioni personali. L’ho fatto, soprattutto, per invitare i giovani come me a ribellarsi e a non rassegnarsi a questo stato di cose e ad impegnarsi, proponendo un modo diverso di fare politica, più attento ai bisogni delle persone e degli ultimi. Su questi temi continuerò a spendermi e ad impegnarmi da semplice iscritta, con la passione e l’orgoglio di sempre”.