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Nesci e Parentela (M5S): "Arresti all'Asp di Catanzaro confermano latitanza della politica"

I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Catanzaro hanno eseguito nove misure cautelari - due arresti domiciliari e sette misure interdittive - nei confronti di dirigenti e funzionari dell'Azienda sanitaria provinciale, indagati, a vario titolo, per concorso in peculato aggravato e favoreggiamento personale. Nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, sono anche stati sequestrati beni per oltre 300 mila euro. 
"In Calabria - affermano i deputati del Movimento cinquestelle Dalila Nesci e Paolo Parentela - si ripete il copione solito, in merito ai fondi europei destinati ai più deboli: avidità del potere, debolezza dei controlli, peculato, latitanza della politica, arresti e interdizioni dai pubblici uffici". "Dopo l'inquietante vicenda – proseguono i due parlamentari – del credito sociale, che coinvolse politici di spicco e amministrativi, stavolta a subire il sistema sono gli anziani, cui con risorse comunitarie dovevano essere garantiti servizi di sostegno sanitario e salvavita, grazie alla telemedicina e dalla domotica". "Pensiamo – continuano i 5stelle – che si tratti soltanto di un inizio, che la magistratura andrà sino in fondo e che, a causa della perdurante assenza della politica, da anni oggetto delle nostre denunce, sarà soltanto la giustizia a occuparsi del malcostume e della corruzione negli uffici della sanità regionale e degli altri settori fondamentali". "A ciò si aggiungano – concludono Nesci e Parentela – le gravi questioni irrisolte, su cui il governatore Mario Oliverio non ha mosso un dito, della recente nomina abusiva del vertice dell'Asp di Crotone e del mancato ricupero degli emolumenti relativi a quella, altrettanto abusiva, del vertice dell'Asp di Reggio Calabria, definita dall'Anticorruzione nazionale e dal Tar del Lazio".

 

Ultima modifica ilLunedì, 17 Luglio 2017 16:59